Il Signore e gli apostoli

Il Signore vedeva in noi apostoli qualcosa di speciale. Egli bucava il tempo con il suo sguardo profondo e benevolo e noi, a nostra volta, riconoscevamo in lui doti oltre l’umano!

Egli emanava Luce e Saggezza e mentre lo scrivo mi commuovo perché niente e nessuno era come lui!

Aveva portato la gioia nei nostri cuori! Ci sentivamo così ricchi di tutto, così felici!

La sua morte è stata una tragedia personale e collettiva, una tragedia che le nostre anime ci hanno messo secoli a rimarginare.

Il Signore sapeva ciò che faceva, sapeva chi eravamo noi, chi era lui e come si sarebbe dipanata la Storia su di lui.

Punto di Origine dell’Universo.

Eravamo noi, umili apprendisti, a non capire tutto quell’atroce, ATROCE dolore!

Noi che lo imitavamo nel martirio o lo rifiutavamo!

Noi non capivamo.

Nessuno di noi.

Perché il Signore era infinitamente più Saggio e per eguagliarlo dovevamo percorrere un lungo cammino irto di spine.

Io più di tutti ho rifiutato la sua morte! Innamorata com’ero della sua pura BELLEZZA, deturpata a quel modo!

Non mi sono mai data pace.

E non posso darmene finché Egli non ritorna tra noi.

Le mie aspettative sugli uomini sono sempre state elevatissime. Dentro di me sapevo di conoscere qualcosa di diverso, sapevo che esisteva MOLTO DI PIÙ.

Ma per ricordare ci ho messo secoli. Ed anche ricordare ha fatto male.

Perché rivivere certi strappi ti espone alla follia.

Grazie a Dio mi hanno sempre protetto i fratelli del Cielo!

Ricordo molto bene certe sensazioni vissute in Palestina, il sole cocente e la sabbia polverosa su cui camminavamo e ricordo che certi giorni scoppiavamo di felicità e credevamo che MAI MAI sarebbe finita quella meraviglia!


Attorniati da una casta sterile, avevamo trovato la fonte di ogni cosa e potevamo attingerne!


Oh quale grazia, quale privilegio!
Mai avremmo creduto potesse finire così!

Ma il Signore desiderava che noi fossimo FONTE a nostra volta e così si è sottratto al dare/avere del mondo.

Si è sottratto al nostro PRENDERE.

Al nostro egoismo che pur lui benediceva con tanto amore e pazienza.

E chi poteva capire il perché, allora?

Chi?

Nessuno.

Ancora piango… tante di quelle lacrime che non immaginate!

Chi, trovato l’oro, vorrebbe perderlo?
Ma Egli sapeva che nonostante vite disperate, faticose, piene di disgrazie, l’ORO, noi che lo avevamo conosciuto, non lo avremmo perso mai del tutto.
Sarebbe rimasto lì, in un cassetto della memoria, pronto ad essere aperto una volta maturati nello Spirito e maturati i tempi.
Questi tempi.


I Tempi del Suo Glorioso ritorno!

Gesù Cristo ritorna grazie a noi, apostoli dei primi ed ultimi tempi che gli abbiamo permesso di piantare un seme nelle nostre anime e lo abbiamo curato e fatto crescere e sviluppare nonostante le avversità.

Noi siamo l’Alfa e l’Omega insieme a Nostro Signore Gesù Cristo!

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